Caretta caretta: il ciclo vitale della tartaruga marina simbolo del Mediterraneo

La tartaruga marina Caretta caretta è una delle specie più affascinanti del Mediterraneo e simbolo degli ecosistemi marini. In Campania, in particolare sul litorale domizio-flegreo, questa specie è protagonista di un fenomeno naturale straordinario: la nidificazione sulle spiagge sabbiose.

Scopriamo insieme il ciclo vitale della Caretta caretta, il suo comportamento riproduttivo, le minacce che affronta e il ruolo fondamentale dei volontari nella sua protezione.

Dalla duna al mare: la vita comincia sulla sabbia

Il ciclo vitale della Caretta caretta si svolge tra mare e spiaggia. È proprio sulla duna costiera che avviene la nidificazione: la femmina depone le uova in una buca scavata nella sabbia durante la notte. Dopo un periodo di incubazione – che varia in base alla temperatura – le piccole tartarughe (hatchlings) emergono dal nido e si dirigono verso il mare.

Per trovare la via dell’acqua, i piccoli utilizzano:

  • Il fototattismo positivo: seguono la luce naturale del cielo riflessa sul mare;
  • La pendenza della spiaggia: si orientano verso il basso;
  • L’istinto di evitare ostacoli verticali, come vegetazione o edifici.

 Swimming frenzy: la corsa verso la sopravvivenza

Appena in mare, le piccole tartarughe entrano in una fase nota come swimming frenzy: nuotano senza sosta per uno o più giorni per raggiungere l’area oceanica dove si alimenteranno e cresceranno al riparo dai predatori.

Dopo circa 7–11 anni, tornano sotto costa per modificare la dieta e, una volta adulte (tra i 24 e i 29 anni), iniziano la migrazione verso le aree di riproduzione.
I maschi si accoppiano con più femmine e poi tornano a nutrirsi, mentre le femmine risalgono le spiagge per deporre le uova, dando così inizio a un nuovo ciclo

 Il ruolo dei volontari nella protezione dei nidi

Ed è proprio qui che entriamo in gioco anche noi, volontari e attivisti di ELSA ETS.

Ogni mattina, alle prime luci dell’alba, monitoriamo le spiagge per individuare le tracce lasciate dalla femmina durante la notte. Agire in tempo è fondamentale, perché le tracce possono essere cancellate da mezzi di pulizia meccanica o dal passaggio delle persone.

Individuare un nido e metterlo in sicurezza può salvare decine di tartarughine. Ma non è solo questione di orme: bisogna anche proteggere i nidi da:

  • Inquinamento luminoso
  • Pressione antropica
  • Erosione costiera
  • Pulizia invasiva delle spiagge
  • Cambiamenti climatici
  • Pesca intensiva e traffico marittimo

Nidificazioni in aumento in Campania: i dati

Negli ultimi anni, complice l’aumento delle temperature legato al cambiamento climatico, la nidificazione della Caretta caretta in Campania è aumentata in modo esponenziale.

Ecco i dati registrati:

  • 2012: 1 solo nido
  • 2020: 32 nidi
  • 2021: 57 nidi
  • 2022: 25 nidi
  • 2023: 54 nidi
  • 2024: 104 nidi

Oggi, il litorale domizio-flegreo, insieme al Cilento, è uno dei territori con più alta densità di nidificazioni in Italia.

Tartacuriosità: 3 fatti incredibili sulle Caretta caretta

1. 🔥 Il sesso dipende dalla temperatura

A differenza degli esseri umani, il sesso delle tartarughe marine non è determinato geneticamente, ma dipende dalla temperatura di incubazione:

  • Circa 29°C → maschi e femmine in ugual misura
  • Sopra 29°C → prevalenza di femmine
  • Sotto 29°C → prevalenza di maschi

2. 🧭 Natal homing: il ritorno a casa

Le Caretta caretta possiedono una straordinaria capacità di ritornare esattamente sulla spiaggia dove sono nate per deporre le uova. Questo fenomeno, detto natal homing o filopatria, si basa probabilmente su una combinazione di imprinting chimico e memorizzazione dei campi magnetici terrestri.

3. 🧬 Multipaternità per più biodiversità

Le Caretta caretta sono poligame: le femmine si accoppiano con più maschi e uno stesso nido può contenere uova fecondate da padri diversi. Questo fenomeno, noto come multipaternità, aumenta la variabilità genetica e la resilienza della specie.

Proteggere le Caretta caretta è una responsabilità condivisa

Le tartarughe marine sono indicatori della salute degli oceani e la loro sopravvivenza è legata alla cura degli habitat costieri e marini.
Grazie al lavoro dei volontari, delle associazioni come ELSA ETS e al supporto della comunità, ogni anno sempre più piccoli riescono a raggiungere il mare.

Difendere un nido oggi significa difendere il mare di domani.

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